Tappeti e Arte : 12 tappeti ideati da Ugo Nespolo in mostra a Sartirana Textile Show 2011

Nespolo sotto i piedi”

12 tappeti, vere e proprie opere d’arte ideate da Ugo Nespolo autore eclettico alla costante ricerca di tecniche e mezzi espressivi nuovi e poliedrici. I tappeti, pezzi unici in pura lana vergine, annodati a mano e veri esemplari da collezione, fatti in occasione della mostra tenuta da Ugo Nespolo nel 1995 dal titolo “Casa d’Arte” presso il Palazzo della Permanente a Milano, vengono proposti nel contesto di AMA XXXI Mostra Mercato di Antiquariato Modernariato e Arti Decorative e STS VII Sartirana Textile Show per avere un confronto tra il mondo del tappeto antico e la visione moderna dell’artista.

Uno dei tappeti ideati da Ugo Nespolo

  • Share/Bookmark

A Sartirana in occasione della mostra AMASTS un’importante collezione di tappeti da sella del lontano Oriente

Tappeti da sella dalla Cina e aree confinanti:

la Collezione De Jong – De Roode

Una mostra culturale in occasione della 7° edizione del Sartirana Textile Show, che avrà luogo a Sartirana Lomellina (PV), Italia, 14-18 settembre 2011.

Sartirana Textile Show

Sartirana Textile Show, che da molto tempo è la fiera internazionale annuale più importante di tappeti e tessuti antichi, ha luogo nell’imponente castello di Sartirana del XIV secolo, costruito dalla potente famiglia Visconti della vicina Milano. L’esposizione si accompagnerà alla XXXI° Mostra di Antiquariato, Modernariato e Arti Decorative ed ospiterà circa 50 importanti operatori del settore provenienti da tutto il mondo.

La mostra

L’esposizione di questa collezione privata in continua crescita include tappeti da sella provenienti da Ningxia (9), dall’interno della Mongolia (4), da Xinjiang (1) e Tibet (13), databili dal XVII fino all’inizio del XX secolo. Questa storia si fonda sui risultati di una recente ricerca dello storico dell’arte Koos de Jong sulle rappresentazioni dei tappeti da sella; non solo nella pittura cinese, ma anche nella scultura e nelle arti applicate. Confrontando questa ricchezza di immagini con i tappeti da sella conservati che sono stati pubblicati, si potrebbe sviluppare un’utile tipologia. I risultati di questa ricerca saranno pubblicati quest’anno sul Hali Magazine e più tardi in un libro.

Una piccola deliziosa collezione complementare di vecchie selle e finimenti cinesi e tibetani ravviva questa storia intrigante.

Inoltre l’esposizione illustra l’ambizione dei proprietari che vogliono mettere in mostra tappeti come forma d’arte: oggetti che dovrebbero essere trattati con rispetto ed esposti con questa convinzione. Per questo motivo il famoso architetto e designer olandese Ward Schrijver è stato invitato a progettare una mostra non solo adatta a questo scopo particolare, ma anche a viaggiare.

Sotto sella "imperiale" Tibet della fine del XIX sec.

Sella Tibetana, legno e argento, metallo e tessuto. XV sec.

  • Share/Bookmark

AMASTS- Il Castello di Sartirana in Lomellina rinnova l’appuntamento con l’antiquariato e l’arte tessile

Anche quest’anno, anche se con un nuovo nome (AMASTS), siamo pronti per andare ad ammirare nel suggestivo Castello di Sartirna in Lomellina (PV)  le splendide collezioni dei migliori antiquari tessili e “tappetologi” dello scenario internazionale.

Ringraziamo gli organizzatori, l’ Arch. Alberto Boralevi in primis, per l’impegno e la passione profusi per regalare nuovamente questa occasione  di vera gioia ed arricchimento culturale non solo per gli esperti ed appassionati collezionisti.

Ecco il programma:

Si rinnova il tradizionale appuntamento con l’Antiquariato, l’Arte tessile, Vetri e Modernariato dal 14 al 18 Settembre 2011.

ORARI APERTURA AL PUBBLICO
Mercoledì 14/09 ore 15.00-20.00
Giovedì 15/09 ore 15.00-23.00
Venerdì 16/09 ore 15.00 -20.00
Sabato 17/09 ore 10.00-23.00
Domenica 18/09 ore 10.00- 20.00

La tradizionale Mostra Mercato d’Antiquariato da quest’anno avrà un nuovo nome ed una nuova impostazione. Invariata rimane invece la sua collocazione all’interno dei suggestivi spazi del Castello di Sartirana.
Si chiamerà AMA (Antiquariato, Modernariato e arti decorative) , curata da un giovane antiquario, Ivano Balestrieri, già presente lo scorso anno con una bella selezione di vetri del XX secolo.

Non più solo Antiquariato, ma spazio anche al Modernariato e alle Arti Decorative.

In Pila, tappeti e tessuti di pregio da tutto il mondo animeranno gli spazi dell’antico magazzino del riso, dando vita alla 7″ edizione del SARTIRANA TEXTILE SHOW (STS).Segnaliamo, in particolare, la collaterale “Nespolo sotto i piedi”: 12 tappeti, vere e proprie opere d’arte ideate da Ugo Nespolo autore eclettico alla costante ricerca di tecniche e mezzi espressivi nuovi e poliedrici. I tappeti, pezzi unici in pura lana vergine, annodati a mano e veri esemplari da collezione, fatti in occasione della mostra tenuta da Ugo Nespolo nel 1995 dal titolo “Casa d’Arte” presso il Palazzo della Permanente a Milano, vengono proposti nel contesto di AMA XXXI Mostra Mercato di Antiquariato Modernariato e Arti Decorative e STS VII Sartirana Textile Show per avere un confronto tra il mondo del tappeto antico e la visione moderna dell’artista.

Incontri giornalieri : Tea Time approfondimento

14/09/2011 :

ore 16.00
Manifesti Cinematografici Russi
relatore : Alberto Zorli
ore 17.00
Tappeti da sella cinesi e tibetani
relatore: Koos De Jong

15/09/2011
ore 16.00
Pizzi e Magia
relatrice: Paola Vanzo
ore 17.00
Endless Knot
relatore: Sumiyo Okumura

16/09/2011
ore16.00
I vetri della Collezione Memphis
relatore Ivano Balestrieri

ore 17.00
Il tappeto non violento
relatore Eber Meschoulam

17/09/2011
Nespolo sotto i piedi
Intervista al Maestro Ugo Nespolo a cura di Alberto Boralevi

  • Share/Bookmark

Tappeti persiani, tappeti orientali: guida all’acquisto. Regola 6 ” i nodi”.

Tralasciando i tappeti antichi e di vecchia manifattura, l’unico criterio oggettivo di valutazione del reale valore di massima di un tappeto contemporaneo realizzato a mano è la densità di annodatura. Con questo parametro si indica il numero di nodi eseguiti per la realizzazione di un tappeto e solitamente vengono definiti in ragione del decimetro quadrato o del metro quadrato (questo è il metodo da noi adottato) o in KPSI negli Sati Uniti e nelle nazioni che adottano il sistema di misura anglosassone.

Il numero di nodi ci consente di dare un’esatta valutazione del tempo impiegato per la realizzazione considerando che un ottimo annodatore riesce a realizzare tra gli 8.000 ai 10.000 nodi al giorno a seconda del numero di colori differenti dei filati impiegati.

E’ ovvio che a maggior numero di giornate lavorative corrisponde un maggior costo e prezzo, ma bisogna tener conto anche della provenienza.

Turchia ed Azerbaijan hanno costi del lavoro molto più elevati  rispetto a Iran e Turkmenistan. I tappeti afghani vengono commercializzati esclusivamente via Pakistan ed il loro prezzo è equiparato a quello interno, che è più basso di quello in Iran. L’ India ha un costo del lavoro nei tappeti annodati leggermente più basso di quello del Pakistan mentre in Cina il costo del lavoro sta lievitando e la produzione dei tappeti ha raggiunto costi leggermente inferiori a quelli dell’Iran tanto da determinare la soppressione di diverse produzioni classiche.

Per contare i nodi si usa una lente contafili ma alcune definizioni tipiche del settore possono agevolare.

A Tabriz le qualità dei tappeti vengono espressi in raj o radji e questo parametro indica il numero dei nodi presenti su 7 centimetri lineari. Adottando un’annodatura simmetrica e una forte battitura delle trrame che si alternano alle righe di nodi, si da per scontato che sia in lunghezza che in larghezza ci sia lo stesso numero di nodi. Ecco che alle varie qualità indicate in radji si avranno indicative corrispondenze di numero di nodi per metro quadrato:

  • 20 radji = 280  nodi per metro lienare =    80.000 nodi per mq.
  • 22      ”     = 310                “                                =   100.000      “
  • 25      “     = 360               “                                 =   130.000      “
  • …….
  • 50     “      = 710               “                                 =   510.000      “
  • 60     “      = 850               “                                 =   730.000     “
  • 70    “      = 1000             “                                 = 1.000.000  “
  • …….

www.uonder.com

  • Share/Bookmark

Tappeti persiani, tappeti orientali: guida pratica all’acquisto. Regola 5: “l’investimento”

“Acquistare questo tappeto è il miglior investimento che potete fare”.

Parliamoci chiaro, nonostante anche importantissime testate giornalistiche parlino del tappeto come investimento in modo generalistico e semplicistico, questo è un termine da abbinare e valutare “con le pinze” in fase di scelta ed acquisto.

Un tappeto orientale  si acquista:

a_ nel 99% dei casi per il piacere di possederlo ed utilizzarlo per sempre;

b_ nello 0,9% dei casi per donare a qualcuno questo piacere;

c_ nello 0,1% dei casi per collezionismo e quindi con una piccola riserva riguardo un eventuale cambio.

Il termine investimento può essere utilizzato con perentoria sicurezza solamente in un’accezione: quello che oggi costa x domani, ad assolute parità di condizioni, costerà x + n. Qualsiasi altra considerazione è da effettuarsi caso per caso e certamente solo su alcuni tappeti di grande pregio o antichi e tenendo ben presente il concetto di integrità del tappeto.

Non farti motivare all’acquisto con l’illusione che acquistando un qualunque tappeto orientale oggi, potrai  usarlo e strapazzarlo per dieci anni e poi rivenderlo ad un prezzo maggiore e rivalutato rispetto a quanto lo hai pagato.

Regola numero 5: Un tappeto orientale si acquista perchè piace e lo si vuole utilizzare per sempre e non perchè qualcuno ti ha giurato che un giorno si rivenderà facilmente e guadagnandoci.

www.uonder.com

  • Share/Bookmark

Tappeti persiani, tappeti orientali: guida pratica all’acquisto. Regola 4: “é firmato!”

Frimato dal celebre maestro “Ferjiid”, dal valore inestimabile!

Con clienti ed amici appassionati abbiamo parlato per ore sull’incidenza della firma del “maestro” nella valutazione di un tappeto per l’uso frenetico che se ne fa in tanti momenti promozionali argomentando un tappeto in vendita.

Innanzitutto un chiarimento: la firma presente nei tappeti dei laboratori e degli ateliers non identifica l’annodatore ma il proprietario del laboratorio o il committente “commerciale” del lavoro. In questo si può trovare l’unico elemento condiviso con la produzione industrializzata moderna, anzi probabilmente una delle sue prime concettualizzazioni in chiave moderna: il BRAND!

La firma identifica infatti gli standard di produzione identificabili e distintivi che, lì dove sono meglio conosciuti, aiuta immediatamente ad inquadrare la qualità genericamente intesa ed il livello qualitativo del tappeto in riferimento alla produzione che si sta valutando.

Un pò come da noi quando si paragona Armani con Gucci o Valentino con Zara, la firma può identificare una produzione di altissimo livello ma anche una di profilo molto più basso. La presenza della firma quindi non identifica il tappeto migliore in assoluto ma semplicemente aiuta a comprendere chi ne ha stabilito il progetto e lo standard di realizzazione. Non aggiunge nessun valore a quanto valutabile dall’analisi di un singolo tappeto.

Aggiungiamo che ad una stessa firma/brand possano corrispondere due o tre livelli diversi di progettazione e realizzazione (un pò come le varie linee di prodotto dei vari marchi della moda) e comprendiamo benissimo che una valutazione di un tappeto basata sulla firma è inutile ed  improponibile.

Ogni tappeto va quindi valutato non per l’eventuale presenza di una firma ma per i criteri oggettivi di realizzazione e scelta. Non è interessante neanche sapere se la firma è eventualmente falsa se si hanno le modalità di valutazione adeguate.

Nei tappeti di Keshan (si scrive anche Kashan) ad esempio una delle firme più conosciute è quella di Shoadzar. Ma non  tutti i tappeti di Shoadzar sono perfettamente di uguale bellezza e qualità. Anzi in particolar modo questi ultimi sono realizzati in almeno tre livelli qualitativi diversi. Nei tappeti di Nain la firma più conosciuta è Habibian, ma ci sono decine e decine di Nain molto più belli e meglio realizzati di tanti Nain firmati Habibian, anche questi comunque realizzati in più livelli.

In ogni caso quello che conta è il tappeto!

Regola numero 4: non è la firma che fa il tappeto ma semmai è il tappeto che rende importante una firma!

I tappeti antichi, anche quelli rarissimi firmati dai più grandi “maestri” quali ad esempio Motashem, hanno un valore immenso sostanzialmente perchè veramente ed oggettivamente di classe superiore anche rispetto a tappeti eventualmente prodotti dallo stesso atelier ma non firmati. Sono la loro belezza e la loro diffusione ad aver reso grande e riconosciuta le firma!

In molti tappeti invece quella che spesso viene definita o percepita come una firma è solamente l’indicazione del luogo di produzione, come spesso succede in quasi tutti i Mashad di qualità media e in molti Herekè meno raffinati.

Quanto sopra non si può applicare alle produzioni nomadiche o rurali. In questo caso la presenza della firma è motivata esclusivamente dalla volontà dell’annodatrice (queste produzioni sono  quasi esclusivamente affidate alle donne) di lasciare una firma o forse per renderlo identificabile più facilmente se conservato insieme ad altri (un pò come le inziali ricamate una volta nei nostri fazzoletti). Volergli attribuire un valore aggiunto è solo una questione di sensibilità propria.

www.uonder.com

  • Share/Bookmark

Tappeti persiani, tappeti orientali: guida pratica all’acquisto. Regola 3: “la qualità”

“Guardi questo tappeto, senta che lane, è antico! Non ne percepisce la grande qualità?”

Il concetto di qualità del tappeto annodato a mano non è di facile spiegazione, poichè non è un concetto facile da rendere astratto ed oggettivo. La qualità alla quale miriamo tutti quanti nei nostri acquisti quotidiani ha presupposti diversi nel mondo del tappeto orientale e per arrivare ad un concetto analogo dobbiamo valutarla congiuntamente ad altri parametri come il livello qualitativo e la scelta.

Sebbene facilmente confondibili ed intercambiabili tra loro i termini Livello Qualitativo, Qualità e Scelta hanno una precisa connotazione in riferimento ai tappeti annodati a mano.

Il LIVELLO QUALITATIVO indica il range in cui si colloca un determinato tappeto in riferimento alla specifica provenienza. Per cui mentre un baluci con 200.000 nodi al metro quadrato è un baluci di eccellente livello qualitativo un tabriz con 140.000 nodi per metro quadrato appartiene ad un livello qualitativo molto basso. Per ogni provenienza esistono diversi livelli qualitatitivi e spesso ogni provenienza ha un numero di livelli qualitativi differente. I tappeti di Nain hanno sostanzialmente 3 livelli qualitativi, Tabriz almeno 10 i nuovi tappeti decorativi raggruppabili nella grande famiglia degli Ziegler almeno 15. Il livello qualitativo indica un cluster di caratteristiche di produzione  all’interno di ogni singola provenienza.

La QUALITA,’ utilizzato come termine a se stante, in questo ambito fa riferimento al singolo tappeto ed alle proprie specifiche tecniche nel contesto generale di tutta la produzione di tappeti annodati ed il relativo mercato. Per alcuni aspetti parrebbe coincidere con il livello qualitativo ma non è così. Tendenzialmente la qualità di un tappeto orientale è parametrato su densità di annodatura e qualità dei materiali, all’aumentare dei due parametri si ottengono tappeti di qualità superiore. Sembrerebbe quasi facile ma purtroppo non basta. Per definire la qualità come parametro di valutazione in fase di acquisto è necessaria una sensibilità ed una competenza che raramente può appartenere all’acquirente. Un tappeto pakistano con lane asutraliane ed una densità di annodatura pari a 400.000 nodi per metro quadrato non ha assolutamente una qualità maggiore di un vecchio qashqai persiano realizzato con lane non testurizzate con 200.000 nodi al metro quadrato. Così come un qum in seta con 1.000.000 di nodi al metro quadrato non è certamente un tappeto di qualità adeguata per essere collocato all’ingresso di una casa in campagna. Un tabriz 60 radji con l’uso di 60 varianti cromatiche è inferiore ad uno analogo che ne usa 90.  Obbligatorio a questo punto un rimando alla regola numero 2.

La SCELTA è il più importante degli elementi, fa riferimento al singolo tappeto nel suo insieme ed è parametrato su caratteristiche prevalentemente strutturali  ed in  seconda battuta ad aspetti meno oggettivi seppur generalizzabili. Tutti i tappeti vengono solitamente raggruppati in 3 scelte. Ma prima di elencare quali sono le caratteristiche salienti che definiscono a quale delle tre scelte attribuire un singolo tappeto bisogna dividere l’intera produzione  in tre grandi gruppi: i tappeti nomadici e di villaggio, i tappeti di produzione organizzata ed i tappeti dei grandi atelier. La doverosa premessa generale è che in un prodotto completamente artigianale come il tappeto non può esistere la perfezione assoluta degli standard industriali. Però in alcuni casi ci si avvicina molto.I parametri per definire la scelta sono: la simmetria, la rasatura, la presenza di abrash (che è l’effetto a bande orizzontali più o meno ampie dato dal cambio delle matasse di filato usato per il vello in fase di esecuzione), la qualità del lavaggio, eventuali errori nella realizzazione del disegno, eventuali rimedi dovuti ad incidenti durante la lavorazione (tagli, strappi ricuciti), la finitura delle cimosse laterali (shirazi), la perfetta aderenza al suolo, ed in quelli vecchi ed antichi lo stato di usura, l’integrità del tappeto (non ci devono essere testate ridotte o addirittura bordure asportate) e la presenza e qualità di eventuali restauri. Il numero e la contestuale presenza di più problemi in riferimento a questi parametri implica il livello della scelta.

Nei tappeti nomadici e di villaggio. Trovare in questa categoria un tappeto perfettamente simmetrico, con un disegno perfettamente eseguito in ogni proporzione e dettaglio e  senza abrash è veramente cosa ardua. Un tappeto del genere con queste caratteristiche lo si mette immediatamente fuori classifica ed è da considerarsi raro. Le regole per definire la prima scelta sono un’asimmetria accettabile che non veda una differenza superiore ai 3 cm tra un lato ed il suo opposto, abrash gradevoli e non invasive che regalano anzi un certo “vibrato”, una rasatura omogenea anche se non perfetta, l’assenza di scoloriture da lavaggio. La qualità della realizzazione del disegno non ha incidenza se non come fatto di gusto personale e se in presenza di alternative. Se ci sono gobbe o il tappeto non aderisce perfettamente al suolo è motivo di declassamento.

Nei tappeti di produzione organizzata. In questa categoria si può raggruppare la maggior parte della produzione di tappeti annodati a mano. Tranne l’asimmetria, tollerabile per 1,5 cm. di differenza tra un lato ed il suo opposto, e minimi dettagli nella realizzazione del disegno, qualsiasi altra problematica incide sulla definizione della scelta.

Nei tappeti di atelier. Qui si raggruppano il risultato del lavoro dei  grandi maestri annodatori e dei più importanti disegnatori (ustad). Se la perfezione non esiste in questi casi lo scostamento deve essere impercettibile. Qualsiasi asimmetria o errore o altro problema declassa e deprezia il tappeto in modo esponenziale.

Nei tappeti vecchi e antichi. Si aggiungono a queste categorie le valutazioni riguardanti lo stato di conservazione e l’eventuale presenza di restauri. Innanzitutto l’uso non deve aver generato zone rasate fino o addirittura sotto al nodo (rapè) e deve essere omogeamente distribuita in tutto il tappeto. I restauri conservativi (shirazi e ferma frangia) sono accettati se eseguiti con i criteri realizzativi originari del tappeto mentre i restauri ricostruttivi non devono essere superiori al 5% del tappeto. La valutazione di questi parametri devono però essere correlati al genere, alla rarità ed all’epoca del tappeto esaminato con sensibilità e onestà intellettuale. Spesso i restauri presenti in un tappeto antico sono anch’essi piuttosto datati. Tappeti vecchi ed antichi in stato di conservazione pari al nuovo (rari, ma esistono) sono considerati fuori classifica. Attenzione a quei tappeti vecchi ed antichi che in prima battuta sembrano di ottima prima scelta e che invece sono ottenuti riducendo le testate e/o asportandone le bordure.

Noi siamo dell’idea che possedere uno o più tappeti orientali migliori  la vita (almeno nel senso estetico e nel confort che si vive all’interno delle nostre case), ma che non sia tra le cose indispensabili per vivere bene. Per questo motivo una volta che sei determinato ad acquistarli ti consigliamo di esigere tappeti di prima scelta.

Noi sappiamo benissimo  che spendere un pò di più significa ottenere un valore molto più grande. Ma siccome ognuno è poi libero di scegliere come meglio crede è doveroso aggiungere che anche rispetto al rapporto prezzo/scelta ci sono differenze sostanziali per ogni categoria su elencata.

Dato per scontato (anche se purtroppo non è sempre vero) che sei nella condizione di valutare di acquistare tra tappeti uguali di scelta diversa e che avranno prezzi diversi, sentiti libero sui tappeti nomadici e di villaggio, evita terze scelte in quelli di produzione organizzata mentre riteniamo condivisibile che acquistare un tappeto d’atelier che non sia di prima scelta assoluta sia da ritenersi un controsenso.

Per gli antichi andrebbe visto caso per caso, ma una buona regola è che rarità e scelta sono parametri da tenere sempre in considerazione. Di tappeti nomadici di metà ‘800 ne esistono veramente pochi e mai in eccellenti condizioni, di Saruq americani degli anni 20/30 del 900 tantissimi e di ogni scelta. In ogni caso, se non sei collezionista e se il tuo principale obiettivo è decorare con gusto i tuoi spazi non acquistare tappeti antichi da restaurare sopratutto se poi li vuoi utilizzare; il costo di un restauro perfettamente eseguito è superiore a quello che pagheresti per un tappeto migliore.

Esiste anche una 4a scelta nel mondo dei tappeti: qui si raggruppano tutti quei tappeti che di solito tutti (anche se forse non proprio tutti) i commercianti si rfiutano anche di mostrare ai propri clienti. Solitamente finiscono nei mercatini ma in numero enorme anche nei grandi siti di aste online.

Regola numero 3: la qualità di un tappeto orientale è un concetto molto più ampio e diverso da quello normalmente condiviso in gran parte dei settori, incide in maniera sostanziale sui prezzi e per comprenderla fino in fondo si ha bisogno di un referente qualitativamente ineccepibile.  E si ritorna alla regola 2!!!

www.uonder.com

  • Share/Bookmark

Tappeti persiani, tappeti orientali: guida pratica all’acquisto. Regola 2: scegli prima il “venditore”.

Prima ancora di scegliere il tappeto è necessario quindi individuare il “venditore” giusto per Te.

Se hai rinunciato all’idea che sia facile  fare l’affare della tua vita (regola 1) e sei determinato a fare il miglior acquisto possibile siamo già a buon punto. Trovare l’azienda giusta per te sarà meno difficile.

Come fare?

1. Evita liquidazioni e chiusure attività  con sconti al 60/70/80 % su tutto. Il tappeto orientale ha un mercato ed una diffusione mondiale. Se veramente qualcuno vuole vendere tutto sottocosto non c’è nessuna necessità di investire decine di migliaia di euro in pubblicità, per inviti cataloghi ed affissioni murarie: basta una telefonata a qualsiasi grossista o contattare 5 o 6 colleghi. Per i tappeti antichi, se lo sono veramente e se sono veramente validi, con pochi euro si possono mettere online e se così convenienti essere venduti in poche ore. Per i tappeti persiani extra fini gli stessi fornitori in Iran sarebbero lieti di prendere l’areo in giornata per acquistare a prezzi così vantaggiosi, visto il continuo innalzamento dei prezzi e la contemporanea riduzione di addetti alla produzione. Se proprio non riesci a trovare un negozio che non pratichi sconti così elevati, tieni in mente che il prezzo scontato è esattamente il prezzo al quale dovrebbe essere venduto quel tappeto.

2. Un’elasticità del prezzo è connaturata al mondo del tappeto, a qualsiasi livello. Ogni venditore ha una piccola parte di prezzo variabile in funzione dei servizi che si devono erogare contestualmente alla vendita: pagamento rateale, ambientazione a domicilio, permuta dei vostri tappeti vecchi, garanzia del riacquisto etc etc. sono componenti del prezzo. Rinunciando a una o ad ognuna di queste si può ottenere uno sconto. Riteniamo che nel complesso si possa tenere conto di una percentuale variabile tra il 20 ed il 30%.

3. Evita chiunque non abbia prezzi esposti e comprensibili, anche se in un listino separato ma disponibile alla consultazione. Non pochi sono quelli che fanno il prezzo “dagli occhi del cliente” cercando cioè di captare le emozioni positive suscitate da un determinato pezzo.

4. Scegliere è il più grande vantaggio. Ci si può trovare in due situazioni differenti entrambe meritevoli di attenzione. La galleria d’arte del tappeto dove la scelta è eseguita all’origine e qualsiasi cosa proposta è veramente valida, salvo ovviamente il tuo gusto personale. Oppure il negozio specializzato che in un determinato range di categorie offre una gamma profonda che consente di confrontare più pezzi della stessa origine/provenienza/qualità e valutare quelle piccole differenze che spesso incidono profondamente su prezzi grandemente differenti.

5. Fuggi immediatamente da chi ti prospetta investimenti mirabolanti nel decantarti tappeti da poche centinaia di euro!

6. USA INTERNET PER CERCARE NOTIZIE. Non hai forse idea di quante cose si possono scoprire con una semplice consultazione di un motore di ricerca. Ma forse, se stai leggendo queste pagine, questo già lo sapevi!

7. Privilegia L’ACQUISTO ONLINE come strumento di massima e reale convenienza. Un’azienda che opera esclusivamente online, che può garantirti un elevato tasso di affidabilità ed il livello di servizio che desideri, è in qualsiasi settore l’interlocutore ideale.

www.uonder.com

  • Share/Bookmark

Tappeti persiani, tappeti orientali: guida pratica all’acquisto. Regola 1: “l’affare”.

Parliamoci chiaro: avere competenza e possibilità di aggregare un’offerta adeguata per porti nelle condizioni di scegliere il miglior tappeto realizzato a mano comporta sacrifici, investimenti, studi e fatiche immani…. per generazioni. Conosci qualcuno disponibile a regalare tutto ciò al primo sconosciuto che incontra?

Noi no!

Qualsiasi professionista al quale ci siamo rivolti per avere una consulenza o per trovare una soluzione alle nostre ricerche non ci ha mai detto che ci faceva fare il più grande affare della nostra vita regalandoci il suo lavoro e facendoci lo sconto del 90%. Magari ci ha dato dei parametri obiettivi per i quali lo abbiamo poi scelto ed apprezzato.

Il tappeto persiano ed orientale annodato a mano non vive della velocità e dell’obsolescenza del mercato della moda o della tecnologia, non scade, non deperisce. Ha altre regole.

Regola 1: ” il vero affare lo fa sempre chi vende… qualche volta anche chi compra” .

Chi acquista deve mirare  ad ottenere la miglior soluzione rispetto alle proprie esigenze, al proprio gusto e alla definizione di spesa. Partire dalla quantità di sconto è la cosa meno consigliabile.

Devi acquistare un oggetto al miglior prezzo o conquistare la vetta della classifica di chi ha avuto la maggior percentuale di sconto? Le due cose nel mondo dei tappeti persiani ed orientali annodati a mano non hanno un legame così immediato e diretto.

Anche noi proponiamo degli sconti, a volte anche notevoli, ma non sarebbe il miglior consiglio quello di dirti che al più grande sconto corrisponda il tuo miglior acquisto.

Qual’è allora il metodo per valutare la convenienza?

Innanzututto non partire dalla quantità dello sconto proposto;  spesso non ha nessuna base logica se non quella di distorglierti da altri elementi di valutazione.

Dato che il desiderio di pagare il minimo per ottenere il massimo è obiettivo condiviso da chiunque, questo si, diamolo per “scontato” !!!

Scegli innanzitutto l’azienda o l’interlocutore in base a quello che ti serve ossia:

scelta: un assortimento molto ampio permette una scelta sicuramente più vicina ai tuoi desideri ed esigenze. Ciò ti permetterà di essere a lungo e veramente soddisfatto… anche se avrai avuto meno sconto.

servizi: alcuni servizi possono essere indispensabili, come ad esempio il pagamento rateale, altri meno, come l’ambientazione a domicilio, altri a dire il vero non sono servizi, come generalmente quello delle permute. Ognuno ha comunque un costo, che qualunque azienda sostiene per poterli offrire. A minori servizi offerti corrispondono costi minori.

trasparenza:  coerenza e professionalità magari ti sembreranno difficili  da percepire ma su internet puoi riscontrare qualsiasi cosa ti si dica in pochi click.

prezzo: fare comparazioni assolute di prezzo sui tappeti orientali non è agevole, anche per gli addetti ai lavori. Sono veramente molte le variabili che incidono sulla reale valutazione, sopratutto nel mondo dei tappeti antichi. Lascia stare la “valutazione commerciale” o “prezzo consigliato” formule assai vaghe seppur da tempo in voga sopratutto in occasioni di liquidazioni, cessioni attività, fuori tutto. Esiste un prezzo, non una valutazione nè consigli; eventualmente esiste un prezzo scontato. Anche qui vale il consiglio di prima: se stai leggendo queste righe vuol dire che usi internet per informarti… qualche click in più e magari un block notes vicino alla tastiera possono svelarti tanti misteri.

In conclusione: il  miglior affare della tua vita nel mondo dei tappeti annodati a mano è spendere i tuoi soldi in base a criteri di valutazione che rispecchino in maniera oggettiva ed universalmente riconosciuta quelli che adotteresti in qualsiasi altra occasione.

www.uonder.com

  • Share/Bookmark

Tappeti persiani, tappeti orientali: guida pratica all’acquisto. Introduzione.

Acquistare un tappeto orientale dovrebbe essere una cosa abbastanza facile: dato il tuo gusto personale o i consigli del tuo arredatore per stile ed abbinamenti cromatici,  definite le proprie esigenze di formato/misura in funzione del luogo nel quale collocarlo e predisposto il budget che si è deciso di destinare all’acquisto, ecco che si dovrebbe essere in grado di esaminare le varie proposte del mercato ed affidarsi ai consigli dell’azienda che propone ciò che più piace.

Dovrebbe!

Nello stesso preciso momento in cui avrete deciso che in quel punto della casa o dell’ufficio un tappeto, magari realizzato interamente a mano, è la soluzione ideale vi ritroverete proiettati in un mondo sconfinato, in una selva di offerte, promesse di investimenti, prezzi scontati fino al -95%, storie e leggende, chiusure e liquidazioni, televenditori con la mano sul cuore che giurano che mai e poi mai potreste ottenere le stesse condizioni….. e chi più ne ha più ne metta.

Il dubbio di essere entrati in un mondo imperscrutabile e a “rischio”, praticabile esclusivamente da superesperti e caratterizzato da operatori che, più che ai mercanti d’arte, possono essere assimilati a “gestori del banchetto delle tre carte”. Il dubbio si avvicina alla certezza quando si nota ( per noi con estrema amarezza anche se  ne ridiamo su) che tra politici, quando si vuole offendere in maniera pesante indicando l’attitudine dell’avversario alla bugia al raggiro ed alla frode, è ormai da tempo naturale apostrofarsi con “sei come/non fare il venditore di tappeti”.

Consapevoli che una vera opera di trasparenza in un mercato è cosa insostenibile senza il coordinamento e la collaborazione di tutti gli altri attori, non abbiamo la presunzione di esserne gli unici promotori ed artefici. Anzi registriamo con piacere che sopratutto, se non quasi esclusivamente, su internet (nostro ”mondo” d’elezione) sono tante le voci rilevabili che esprimono gli stessi concetti.

Con questa “guida pratica all’acquisto del tappeto orientale”   vorremmo però aiutarti a creare dei “paletti” mentali per non cadere nelle trappole  psicologiche ormai tipicizzate ed approcciare questo mondo con poche semplici regole che ti permetteranno di essere soddisfatto per sempre delle tue scelte.

Si comincia.

www.uonder.com

  • Share/Bookmark